Libri come X-Men: 5 romanzi dove la minoranza potenziata fa paura

Degli X-Men si ricordano i costumi e i poteri. Il motore della serie, però, è una parola: la maggioranza ha un nome per chi è diverso, e quel nome fa male. Togliete le uniformi e le scuole per giovani dotati e resta un problema che la fantascienza in prosa frequenta da ottant’anni. Un gruppo di persone acquisisce capacità che gli altri non hanno. La società si riorganizza attorno a quella differenza, e quasi mai in modo gentile.

Questi cinque romanzi lavorano quel materiale senza mantelli.

Slan, A. E. van Vogt (1940)

Il capostipite. Gli Slan sono telepati riconoscibili da due sottili antenne sulla fronte, discendenti di una razza che dominò la Terra per poco prima di essere cacciata. Jommy Cross ha nove anni quando gli uomini del tiranno Kier Gray uccidono sua madre sotto i suoi occhi, e passa il resto del libro a nascondersi tra chi lo vuole morto.

Van Vogt costruisce qui lo schema che tutti riuseranno: il potere come marchio visibile, la persecuzione come politica ordinaria, il bambino braccato che dovrà decidere cosa farsene della propria specie. In Italia è uscito come Slan e anche come Il segreto degli Slan; in Francia lo trovate come À la poursuite des Slans.

I trasfigurati, John Wyndham (1955)

Dopo la catastrofe nucleare, una comunità rurale ha fatto della purezza genetica una religione. Ogni deviazione dalla forma umana ufficiale viene bruciata, esiliata o sterilizzata. David Strorm ha un dito in più di quelli previsti e una cosa molto più pericolosa: parla con altri ragazzi senza aprire bocca.

Wyndham scrive la versione contadina e claustrofobica del problema. Il potere qui è invisibile, quindi la minoranza può nascondersi, e nascondersi costa. The Chrysalids in italiano è I trasfigurati, in francese Les Chrysalides.

Nascita del superuomo, Theodore Sturgeon (1953)

Sei emarginati, un ritardato mentale, una bambina muta, due gemelle che si teletrasportano, un neonato che calcola. Presi singolarmente non servono a niente. Messi insieme formano un organismo solo, che Sturgeon chiama Homo gestalt, e che si trova davanti la domanda più scomoda: se sei la specie successiva, hai ancora obblighi verso quella precedente?

È il libro più tenero e più inquieto del gruppo. Il superuomo di Sturgeon nasce dagli scarti della società che dovrebbe superare. In Italia circola anche come Più che umano, in Francia come Les Plus qu’humains.

Mendicanti di Spagna, Nancy Kress (1993)

Il più vicino alla fantascienza di oggi. Una modifica genetica prenatale produce bambini che non hanno bisogno di dormire. Guadagnano otto ore di vita al giorno, ogni giorno, per sempre. Crescono più intelligenti, più sani, più ricchi. La società americana che li ha comprati scopre di averli creati e di non poterli più raggiungere.

Kress parte da una premessa quasi tecnica e arriva dritta alla domanda politica: cosa deve chi ha ricevuto un vantaggio a chi non l’ha avuto. Il titolo viene da una parabola sui mendicanti che chiedono l’elemosina in piazza. In francese il romanzo si chiama L’une rêve, l’autre pas, che è una scelta di traduzione e non un errore di memoria.

Ragazze elettriche, Naomi Alderman (2016)

Le adolescenti di tutto il mondo scoprono di poter emettere scariche elettriche dalle mani. Nel giro di pochi anni la geografia del potere si riscrive: chi camminava di notte con le chiavi in pugno adesso è chi fa paura, e scopre che la paura si usa.

Alderman ribalta il meccanismo degli altri quattro libri. Qui la minoranza potenziata diventa maggioranza, e il romanzo guarda cosa succede subito dopo. In francese è Le Pouvoir.

E la trilogia che ho scritto io

Dichiaro la paternità: H.O.M.S. è la mia trilogia, pubblicata da Demy Publishing fra dicembre 2025 e maggio 2026.

La sigla sta per Homo Origenis Mutatae Sapiens. Sono esseri umani modificati in laboratorio, arrivati ormai alla seconda generazione, e nel Sistema Solare colonizzato del romanzo formano una classe biologica a parte. Gli stati hanno istituito un corpo di polizia dedicato, che si chiama Polizia Inclusiva e che di inclusivo ha soprattutto il nome. C’è una zona periferica dove nessun corpo di polizia osa entrare, e che la città chiama Freak Side.

Il dettaglio che mi interessa di più è linguistico, ed è quello che avvicina davvero questi libri agli X-Men. Nei fumetti sono i normali a dire «mutante». Nel mio romanzo la parola gergale viaggia nell’altra direzione: normo è l’epiteto che gli Homs usano per i Sapiens non modificati. La minoranza si è data un nome per la maggioranza, il che di solito succede quando una minoranza ha smesso di considerarsi ospite.

Il primo volume, Complotto Spaziale, è un’indagine su un attentato condotta da un detective della Polizia Inclusiva e da una Homs di seconda generazione che si fa chiamare Blondie. Comincia da lì: H.O.M.S. Fase Uno: Complotto Spaziale. Poi ci sono Fase Due: Oltre la Singolarità e Fase Tre: L’Ombra della Guerra, oppure la pagina della serie.

Se il tema vi interessa, sul blog trovate anche la fantascienza sugli umani geneticamente modificati e libri come Altered Carbon.

Foto di sfondo dell’immagine in evidenza: Hubble Peers into the Storm. ESA/Hubble & NASA (NASA Goddard), via NASA Image and Video Library

Altri Articoli