Libri come Altered Carbon: 5 romanzi dove il corpo è merce

Richard Morgan, nel 1998, ha imposto un’immagine che poi è rimasta addosso al genere: la coscienza come file trasferibile, il corpo come contenitore che si compra al banco, la posizione sociale che si legge nella qualità della carne che uno riesce a permettersi. Takeshi Kovacs indaga in un mondo dove morire è un contrattempo amministrativo e dove il vero lusso è avere un corpo decente in cui svegliarsi.

Chi cerca altri romanzi costruiti su quella idea trova un filone più vecchio e più largo di quanto la serie Netflix lasci immaginare. Questi cinque lo attraversano da posizioni diverse.

1. Morire per vivere, John Scalzi (2005)

John Perry compie settantacinque anni e si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale. Il patto è esplicito: la Terra gli restituisce un corpo giovane, lui in cambio combatte razze aliene su pianeti da cui non tornerà mai. Il corpo nuovo è costruito a partire dal suo DNA e poi modificato, pelle verde capace di fotosintesi, sangue artificiale, un impianto neurale nel cervello.

Scalzi tiene il tono leggero e la conversazione brillante per quasi tutto il romanzo, e proprio per questo l’aritmetica sotto fa più effetto: su milleventidue reclute, il colonnello che le accoglie annuncia che dopo dieci anni ne saranno morte almeno settecentocinquanta. Il corpo migliore della tua vita ti viene consegnato con la data di scadenza già scritta nel contratto.

In italiano è uscito nel 2012, il titolo originale è Old Man’s War.

2. La ragazza meccanica, Paolo Bacigalupi (2009)

Bangkok, ventitreesimo secolo, il petrolio è finito e l’energia si accumula nelle molle. Le compagnie caloriche hanno diffuso piaghe genetiche per costringere il mondo a comprare le loro sementi resistenti. La Thailandia resiste chiudendo le frontiere e custodendo una banca dei semi.

Emiko è la ragazza del titolo, un essere umano artificiale prodotto dalla bioingegneria giapponese, costruita per servire come geisha e abbandonata a Bangkok dal suo proprietario. Bacigalupi non la usa come metafora: le scrive addosso i blocchi psicologici e le modificazioni genetiche che la rendono servile, e poi mostra cosa succede quando quei blocchi cedono. Il romanzo ha vinto Hugo, Nebula, Campbell e Locus nello stesso giro.

Titolo originale The Windup Girl, edizione italiana 2014.

3. Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro (2005)

Kathy, Tommy e Ruth crescono in un collegio inglese che sembra ordinario. Il lettore capisce prima di loro a cosa servono, e la parte difficile del romanzo è proprio questa: guardarli scoprirlo con calma, senza ribellione, dentro un vocabolario addomesticato in cui le parole vere non compaiono mai.

Ishiguro tiene la fantascienza fuori dall’inquadratura e lascia in scena solo la vita quotidiana di persone che sono state fabbricate come ricambi. È il libro di questo elenco che il mercato del corpo lo racconta senza mostrarlo, e forse per quello è il più duro.

Uscito in italiano nel 2006, titolo originale Never Let Me Go.

4. L’ultimo degli uomini, Margaret Atwood (2003)

Jimmy, che ora si fa chiamare Uomo delle Nevi, è forse l’ultimo essere umano rimasto. Intorno a lui vivono i Craker, una specie progettata a tavolino da un genio di nome Crake per essere migliore di noi, e per certi versi lo è.

Atwood costruisce il prima e il dopo alternando i piani temporali, e il prima è un mondo di compound aziendali dove la biotecnologia produce organi su maiali geneticamente modificati mentre fuori dai cancelli la gente si arrangia. Primo volume della trilogia MaddAddam, uscito in Italia nello stesso anno dell’originale.

5. Il mondo nuovo, Aldous Huxley (1932)

Il capostipite. Nel Centro di Incubazione e Condizionamento di Londra gli esseri umani vengono prodotti in serie, divisi in caste dalla nascita e condizionati ad amare la posizione che gli è stata assegnata. Nessuno vende il proprio corpo perché nessuno lo ha mai posseduto.

Novantaquattro anni dopo funziona ancora, e regge il confronto con tutto quello che è venuto dopo proprio perché Huxley aveva capito una cosa che i distopici successivi hanno spesso mancato: un sistema che fabbrica le persone non ha bisogno di reprimerle, gli basta accontentarle.

E poi

Su questo terreno si muove anche H.O.M.S., la trilogia space opera che ho scritto per Demy Publishing. Il punto di partenza è un articolo del Wall Street Journal del 31 marzo 2022 sulla prima mappa completa del genoma umano, e la domanda che ne è seguita: cosa succede alla convivenza quando la modifica genetica smette di essere terapia e diventa condizione ereditaria.

Nel Sistema Solare colonizzato dei romanzi esistono gli Homs, Homo Origenis Mutatae Sapiens, esseri umani modificati con capacità fisiche o estetiche fuori scala. Intorno a loro si è costruita una stratificazione sociale con le sue istituzioni e il suo gergo: un corpo di polizia dedicato che si chiama Polizia Inclusiva e che di fatto controlla più di quanto includa, una periferia chiamata Freak Side dove nessun agente osa entrare, e la parola «normo», che gli Homs usano per indicare i Sapiens non modificati. L’epiteto viaggia dalla minoranza verso la maggioranza, e non nella direzione che ci si aspetta.

Il primo volume, Complotto Spaziale, comincia con un incidente sospetto in una miniera lunare e diventa un’indagine su un attentato alla Stazione Internodale Tre. Marvin Hale, agente di pattuglia con un passato investigativo interrotto da un lutto, viene richiamato in servizio e si ritrova sulla nave Blue Whale insieme a Blondie, una Homs di seconda generazione, e a un equipaggio che non aveva chiesto di essere coinvolto.

La trilogia è completa e si legge su Amazon, anche in Kindle Unlimited: pagina della serie.

Se questo elenco vi è servito, sul blog trovate anche libri come Black Mirror e i romanzi sugli umani geneticamente modificati.

Altri Articoli